Breve storia del colore della camicia italiana

 

 

camicia da uomocamicia lavata

 

Il colore della camicia, in Italia come in altri paesi del mondo, è stato associato di volta in volta a una fazione politica o a un movimento sociale. Famosissime erano e sono tuttora le camicie garibaldine, prodotte da una casa commerciale sudamericana e acquistate dall'Italia a prezzo ridotto come invenduto di numerosi stabilimenti di carne di Buenos Aires.

Il colore rosso doveva essere infatti il più adatto a nascondere o per lo meno a camuffare le macchie di sangue all'interno dei centri di produzione della carne, ma fu perfetto anche per adeguarsi ai movimenti rivoluzionari, il cui colore-simbolo era appunto il rosso.

Qualche decennio più tardi, agli inizi del '900, la camicia sarebbe diventata un indumento da esibire in pubblico (nell'antichità veniva invece considerata come un indumento intimo, da cui il tipico colore bianco simbolo di purezza e candore). La moda detta il passo e la camicia diventa un vero e proprio status simbol, da mostrare nelle occasioni più disparate in abbinamento a frac e smoking. Più tardi, con l'arrivo delle due grandi guerre, essa assumerà valori ancora diversi.

L'azzurro sarà allora associato al nazionalismo italiano (da cui il colore delle magliette delle squadre sportive nazionali), al quale durante il ventennio si sostituirà il nero delle camicie militari fasciste. Il bruno sarà invece il colore delle divise del nazionalsocialismo di Hitler. La storia continua, e l'evoluzione dei colori della camicia non si ferma!

 

 

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